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L’investimento Value in Europa: rimbalzo in vista?

L’investimento Value in Europa: rimbalzo in vista?

“Momentum”  Settembre 2018 da la Financiere deL’Echiquier

 

L’imprenditore e investitore americano Robert Arnott afferma che «Negli investimenti ciò che è comodo raramente è profittevole». Anche se nel primo semestre del 2018 abbiamo assistito al prevalere in termini di performance dei titoli growth, sembra che una schiarita si stia profilando per l’investimento value.

La strategia di gestione basata sulla selezione di azioni sottovalorizzate dal mercato ha raggiunto unminimo in termini di valorizzazione relativa (-3,9% YTD al 31/08/2018 per l’indice MSCI EMU Value contro +6,3% per l’MSCI EMU Growth). Le incertezze insite al contesto geopolitico in Europa e i timori legati a un’incombente guerra commerciale hanno indotto a temporeggiare e a non esporsi a troppi rischi. Nel frattempo, il rallentamento della crescita in Europa ha segnato la fine dell’ottimismo appagato che regnava sui mercati nel 2017. Con il programma di Quantitative Easing della BCE i tassi di interesse sono arrivati a toccare dei minimi storici e gli investitori si sono momentaneamente disinteressati dei titoli a sconto preferendo loro il growth dai profitti più sicuri.

In Europa, i titoli value sono attualmente oversold con gli sconti che sfiorano talvolta i livelli osservatiall’indomani della Brexit e in piena crisi del debito sovrano nel 2011. Nel momento della massima flessione sul mercato a giugno la performance relativa del value vs. growth in Europa era 4 volte inferiore alla standard deviation rispetto alla media a 12 mesi mobili. Possiamo quindi già ora prediligere la tesi del rimbalzo visti gli ottimi punti di ingresso sui titoli a sconto forniti da questi livelli.

Anche il quadro economico depone a favore del value. La fine annunciata di una politica monetaria eccessivamente accomodante da parte della BCE permette di sperare in una normalizzazione dei tassi di interesse che, associata all’accelerazione dell’inflazione nell’Eurozona, dovrebbe sostenere l’investimento value.

In passato, la risalita dei rendimenti obbligazionari e le anticipazioni legate all’inflazione sono state degliautentici motori di performance per la strategia. Spesso i titoli value sono ciclici e avrebbero tendenza a generare performance positive nel momento in cui l’economia si rimette in moto. E’ quanto succede nel caso soprattutto delle banche e dei titoli industriali, ma anche per il settore dell’energia in cui assisteremo a un aumento del prezzo delle materie prime a causa di una maggior domanda derivante dall’accelerazione dell’attività economica. Gli indicatori si stanno gradualmente spostando verso aree di maggior ottimismo: il tasso di disoccupazione sta arretrando in Europa e le famiglie continuano a mostrarsi fiduciose. Dopo il vuoto d’aria di inizio anno questo ritorno a fondamentali più sani e il ripristino di un potenziale al rialzo sulle azioni europee offrono condizioni di mercato favorevoli alla strategia.

Il portafoglio di Echiquier Value Euro è stato penalizzato dalla sua esposizione al settore finanziario (SOCIETE GENERALE, UNICREDIT), reso più fragile dall’instabilità politica e dallo spettro di una nuova crisi all’interno dell’Eurozona ma anche dalla sua esposizione ai beni di consumo ciclici (ELIOR) e ai beni di consumo di base (ARYZTA). Restiamo fiduciosi nella resilienza dell’economia mondiale e dell’Europae crediamo nel potenziale di rivalorizzazione del portafoglio. Echiquier Value Euro, questa estate, è entrato in ILIAD. Rimangono delle opportunità da cogliere nelle telecomunicazioni poiché le opzioni di consolidamento delle società del settore non sono ancora state integralmente recepite dalle quotazioni. ILIAD, del resto, ha un bilancio sano che ci consente di investire con un ampio margine di sicurezza rispetto a un’eventuale flessione del titolo. Del resto, il fondo ha tratto vantaggio dal forte rialzo del titolo TUI (turismo), STORA ENSO (produzione di carta) e PEUGEOT (casa automobilistica), la cui performance in borsa è rimbalzata a luglio all’indomani delle pubblicazioni che, sostenute dal rapido incremento dei margini di OPEL, sono state nettamente superiori al previsto.

Rimaniamo fedeli al nostro processo di investimento rigoroso che ha dato i suoi frutti negli ultimi anni e continuiamo ad applicare un approccio bottom-up per selezionare i titoli dell’Eurozona, lo stesso approccio che ha decretato il successo di La Financière de l’Echiquier da oltre 27 anni ormai. Siamo convinti che i mercati europei sapranno dimostrare resilienza e approfittiamo della recente sotto performance del mercato per individuare alcune opportunità a sconto all’interno di un universo di azioni europee con un elevato potenziale di crescita.

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